L’inserimento di una nuova figura professionale in uno studio medico od odontoiatrico riveste particolare attenzione da parte del titolare. Anche se la persona nuova ha la formazione richiesta per la posizione, l’apprendimento delle mansioni non va lasciato al “guarda e impara”. Questa metodologia rappresenta una trappola destabilizzante. Ciò può essere dovuto al fatto che venga vissuta come un sovraccarico formativo oppure come una forma di delega per mansioni poco gradite. Inoltre, il neo assunto potrebbe essere visto come un competitor in termini di avanzamento di carriera.
Il trasferimento di conoscenze e abilità è legato ad un buon esercizio di leadership associato ad un metodo che gratifica entrambi i protagonisti: chi sa e chi apprende.
AFFIANCAMENTO
La necessità di far imparare nuove modalità a collaboratori e nuovi assunti rappresenta una fase importante, da un punto di vista tecnico e organizzativo. Non solo. C’è da tenere presente anche un aspetto relazionale: se questo percorso non va al meglio si possono creare situazioni di stress e demotivazione. Quale metodologia adottare per trasmettere ai collaboratori specifiche modalità operative? Quella ricorrente consiste in un affiancamento che si svolge in due fasi:
- Apprendimento – La persona che “sa” esegue, e chi deve apprendere osserva.
- Controllo – La persona che ha osservato “agisce”, e l’altra corregge o conferma.
Pertanto, i ruoli si invertono. Ma questo metodo è davvero sufficiente per garantire un apprendimento efficace? Spesso si chiede
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