Guida pratica all’esonero contributivo per la trasformazione dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato, per i datori di lavoro di ogni dimensione (DL 30 aprile 2026, n. 62 – L. 25 giugno 2026, n. 112 – circ. INPS n. 72/2026 – Messaggio INPS n. 2518/2026)
Il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 2026, n. 112 (lo stesso provvedimento che ha introdotto il Bonus Giovani e il Bonus Donne 2026) prevede all’articolo 4 un ulteriore incentivo, questa volta dedicato alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro a termine. L’agevolazione consente un esonero contributivo fino a 12.000 euro per lavoratore, a condizione che siano rispettati specifici requisiti.
Vediamo come funziona e quali sono le condizioni per non perdere il beneficio.
1. Il vantaggio economico
Per ogni trasformazione che rispetti i requisiti previsti, il datore di lavoro beneficia dell’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a proprio carico, con la sola esclusione di premi e contributi INAIL, nel limite di 500 euro mensili per lavoratore, per un periodo massimo di 24 mesi, fino a un massimo di 12.000 euro complessivi per ciascun lavoratore.
È bene sapere che si tratta di una misura a risorse limitate e raggiunto il limite, l’INPS sospende l’accoglimento di nuove domande: conviene quindi non rimandare la verifica dei requisiti.
2. Quali contratti possono essere trasformati?
L’agevolazione riguarda esclusivamente le trasformazioni a tempo indeterminato (non le nuove assunzioni, né a termine né dirette a tempo indeterminato) di contratti a tempo determinato che rispettino tre condizioni: essere stati instaurati entro e non oltre il 30 aprile 2026; avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi, comprese
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