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NUTRIZIONE, COMPETENZE E RESPONSABILITÀ: IL PUNTO DI VISTA DEI BIOLOGI

Andrea Tuzio intervista il Dott. Vincenzo D’Anna, Presidente Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi.

LEGGI IL SOMMARIO

In occasione del meeting “Le frontiere dell’ecotossicologia 2026”, Andrea Tuzio ha incontrato in videoconferenza il Dott. Vincenzo D’Anna, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, per un confronto sul ruolo e sull’evoluzione della professione del biologo nel sistema sanitario italiano.

Nel corso dell’intervista, D’Anna ha ripercorso le origini ordinistiche della professione, chiarendo il significato della riforma introdotta dalla Legge Lorenzin e il conseguente riassetto territoriale dell’Ordine. Ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione delle competenze del biologo, alla pluralità degli ambiti di esercizio e al tema della nutrizione, con particolare attenzione alla chiarezza dei ruoli tra le diverse professioni sanitarie e alla tutela del cittadino.

Non sono mancati riferimenti alla collaborazione multidisciplinare, all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto e a un bilancio conclusivo del suo mandato presidenziale.

LEGGI IL TESTO COMPLETO DELL’INTERVISTA

Raggiungiamo in videoconferenza il Dott. Vincenzo D’Anna, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), a margine del meeting “Le frontiere dell’ecotossicologia 2026”, svoltosi il 23 gennaio u.s. presso l’Aula Magna “L. Sorrentino” del Dipartimento di Farmacia dell’Università “Federico II” di Napoli.

Andrea Tuzio (AT): «Presidente, benvenuto e grazie per il tempo che ha voluto concederci. Si tende spesso a collocare la nascita dell’Ordine dei Biologi nel 2018, accomunandolo ad altre professioni sanitarie istituite più recentemente. In realtà, la professione del biologo ha una storia ordinistica ben più risalente. Può aiutarci a ricostruire correttamente le origini dell’Ordine dei Biologi e a spiegare quale sia stato il reale significato della riforma del 2018 per la professione?»

Vincenzo D’Anna (VDA): «In realtà l’Ordine nasce molto prima del 2018. La professione di biologo è stata infatti istituita nel 1967, con la Legge 24 maggio 1967, n. 396. Per molti anni, tuttavia, abbiamo avuto una struttura sostanzialmente centralizzata, con un Ordine nazionale che gestiva in modo unitario le principali funzioni.

Con la Legge Lorenzin (Legge n. 3/2018) che ho sostenuto, promosso e per la quale mi sono battuto in prima persona durante la mia esperienza parlamentare, i biologi sono stati finalmente inseriti tra le professioni sanitarie. Questo passaggio non è stato affatto marginale: ha comportato una profonda riforma dell’assetto ordinistico, rendendo necessario l’adeguamento all’organizzazione territoriale tipica delle altre professioni sanitarie, come medici, farmacisti, veterinari e infermieri.»

AT: «Di conseguenza, si è reso necessario strutturare un’organizzazione più capillare sul territorio?»

VDA: «Esatto. Con la Lorenzin è maturata l’esigenza di creare una struttura territoriale. Però noi non siamo tantissimi: siamo circa 60.000 iscritti in tutta Italia, quindi non aveva senso, né era sostenibile, istituire ordini provinciali come avviene per altre professioni molto più numerose.

Oggi l’assetto è una Federazione nazionale che coordina e indirizza gli Ordini territoriali, regionali o sovraregionali, e funge da interlocutore unico verso Ministeri e istituzioni socio-sanitarie. Nel tempo molte incombenze che prima erano centralizzate sono state distribuite sul territorio e la Federazione ha un ruolo di controllo e indirizzo generale.»

AT: «Oggi, anche alla luce della riforma, quale ruolo svolge il biologo e quali sono le sue competenze? Quali sono state le ragioni che ne hanno determinato l’inserimento tra le professioni sanitarie?»

VDA: «Mi permetta di fare questa considerazione: la professione di biologo, in alcuni ambiti, è sempre stata considerata professione sanitaria (biologo dirigente SSN, biologo nutrizionista).

Il sistema universitario ha generato negli ultimi decenni un’enorme espansione degli ambiti. Ai biologi si sono affiancati i biotecnologi, si sono sviluppate specializzazioni e applicazioni nuove: nutrizione, ambiente, genetica, genomica, procreazione medicalmente assistita, igiene, controllo degli alimenti e molto molto altro.

Oggi possiamo contare, senza esagerare, decine e decine di tipologie di esercizio professionale: io dico spesso che siamo attorno a 80 tipologie di attività diverse. È una professione estremamente variegata.»

AT: «Possiamo quindi affermare che la professione del biologo si sia profondamente evoluta rispetto all’impostazione originaria degli anni Sessanta?»

VDA: «Molto. E la biologia è una scienza “giovane” ma ormai decisiva.

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