Con la Risposta n. 311/2025, l’Agenzia delle Entrate affronta un tema di grande interesse per i professionisti che si avviano alla cessazione dell’attività: il trattamento fiscale della cessione del “pacchetto clienti”. La questione, tutt’altro che teorica, riguarda migliaia di professionisti che, in vista del pensionamento, intendono trasferire la propria clientela ad un collega.
L’interpello analizza il caso di una professionista che cede unicamente la clientela “cedibile”, con pagamento rateale in tre anni. Il nodo principale riguarda l’art. 2, comma 3, lett. b) del DPR 633/1972, come modificato dal D.Lgs. 192/2024.
La norma esclude da IVA la cessione di aziende, rami d’azienda o complessi unitari organizzati per l’esercizio dell’attività artistica o professionale (inclusa la clientela). La mera cessione del “portafoglio clienti” per l’Agenzia delle Entrate non costituisce un complesso organizzato, ma si tratta, invece, di una prestazione di servizi, riconducibile a obbligazioni di fare, non fare e permettere e, pertanto, costituisce un’operazione imponibile IVA.
Sul piano delle imposte dirette, la novità più rilevante è il richiamo al nuovo art. 54 TUIR, modificato dal D.Lgs. 192/2024. Il nuovo testo introduce il principio di onnicomprensività: tutte le somme percepite in





