Nel percorso evolutivo delle professioni sanitarie e ordinistiche, il tema della valutazione dello studio professionale assume oggi un ruolo sempre più centrale. Tra operazioni societarie, passaggi generazionali e nuove forme organizzative come le STP, la perizia diventa uno strumento tecnico imprescindibile. Ne parliamo con il Dott. Giuseppe Zuccarello, commercialista esperto in valutazioni e perizie di studi professionali.
Andrea Tuzio: Dott. Zuccarello perché è importante fare una perizia e a cosa serve concretamente?
Giuseppe Zuccarello: La perizia che stima il valore di uno studio professionale ha fondamentalmente due funzioni:
- Nel caso in cui il titolare dello studio voglia conferire in una società il proprio studio professionale formatosi in anni di lavoro, apportando come capitale sociale della società non denaro liquido, ma, al suo posto, lo studio medesimo. Questa operazione può avvenire sia in sede di costituzione notarile della società sia nel caso in cui i soci intendano aumentare il capitale sociale di una società già in essere, già iscritta in camera di commercio e già operativa. In entrambi i casi, la legge (più precisamente il Codice civile) impone che il valore dello studio professionale e della clientela che si intende conferire sia stimato da un revisore dei conti o da una società di revisione con una perizia giurata in tribunale o davanti ad un notaio.
- Potrebbe inoltre essere necessaria una perizia nel caso in cui un professionista alla fine della propria carriera intenda cedere a titolo oneroso ad un altro professionista il proprio studio, la propria clientela. In questo caso la perizia (che non deve essere giurata per obbligo di legge) serve al professionista cedente come prezzo da esigere e da chiedere all’acquirente, ovverosia come punto di riferimento della trattativa.
Ad ogni modo è essenziale ribadire che la clientela di uno studio professionale rappresenta senza alcun dubbio il patrimonio di maggior valore dello studio medesimo e che, pertanto, appare fondamentale che in sede di cessione dello studio tale patrimonio non vada disperso, non vada dilapidato.
Andrea Tuzio: Come deve essere strutturata una perizia?
Giuseppe Zuccarello: In primo luogo è importante sottolineare che l’art. 2465 del Codice civile, comma 1 prevede che la perizia giurata di stima del conferimento di beni e di crediti contenga la descrizione dei beni e dei crediti conferiti, l’indicazione dei criteri di valutazione adottatiti e il valore assegnato ad essi.
La perizia non può ritenersi sufficiente ed esaustiva nel caso in cui, pur arrivando ad un valore finale dello studio e della clientela, non contenga una descrizione dei beni ceduti e, soprattutto, non indichi in modo preciso e chiaro i criteri di valutazione adottati.
A tal proposto, è mia personale opinione che la perizia, nel caso in cui dovesse servire per effettuare un conferimento in una Srl (da costituirsi o già costituita), sia basata su criteri di valutazione e di stima che siano il più possibile in linea con i criteri utilizzati in sede fiscale. Questa esigenza si basa sia sulla constatazione che il sistema fiscale, in sede di valutazione di beni e di crediti, usa valori ancorati ad elementi certi e a prassi consolidate, applicando sempre una indispensabile dose di prudenza, sia perché nelle ipotesi in cui si dovesse genare una plusvalenza soggetta ad imposizione, la perizia medesima possa essere usata come base per determinare l’imposta da assolvere sulla eventuale plusvalenza. Pertanto, ritengo che i beni esistenti nello studio al memento della cessione siano valutati in base al costo di acquisto, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione, risultante da elementi certi (la fattura di acquisto) e decurtato dalle quote di ammortamento già accantonate nel relativo fondo di ammortamento, calcolate in base ai coefficienti fiscali stabiliti dal ben noto decreto ministeriale. La valutazione della clientela, dalla quale scaturisce il reddito professionale necessario per il sostentamento del titolare, non può quindi che partire dai dati reddituali inseriti e dichiarati nel modello SP (o SC nel





