Ho avuto il piacere di conoscere Claudio Levato, odontoiatra di Bloomingdale (Illinois), nella seconda metà degli anni Novanta. Negli Stati Uniti le reti LAN (Local Area Network) e i software gestionali stavano vivendo una fase di rapido sviluppo e Levato, esperto di nuove tecnologie della Chicago Dental Society, teneva una relazione al Chicago Midwinter Meeting alla quale ebbi il piacere di assistere.
Fu l’occasione per confrontarmi con lui sui temi dell’ergonomia e della digitalizzazione dello studio odontoiatrico. Al termine del congresso mi invitò a visitare il suo studio. Mi raccontò con orgoglio le origini italiane della sua famiglia: suo nonno, bracciante calabrese, era emigrato negli Stati Uniti in giovane età.
Durante la visita mi mostrò uno scanner per la digitalizzazione delle radiografie e pronunciò una frase che, a distanza di molti anni, considero ancora estremamente attuale: “La stessa apparecchiatura può essere acquistata come toy oppure come device.”
Il toy è il giocattolo tecnologico: viene acquistato con entusiasmo, mostrato ai colleghi, utilizzato per qualche settimana e poi progressivamente abbandonato.
Il device, invece, è uno strumento di lavoro. Il suo acquisto rappresenta una scelta strategica, che richiede un’attenta valutazione economica e organizzativa, ma soprattutto la disponibilità del titolare e del team a modificare procedure, abitudini e modalità operative. La tecnologia, infatti, genera valore soltanto quando cambia realmente il modo di lavorare.
Questo concetto è ancora più attuale oggi, in un’epoca in cui il mercato propone continuamente nuove apparecchiature, software gestionali, intelligenza artificiale e strumenti digitali. Il vero problema non è acquistare la tecnologia, ma decidere se, quando e come introdurla nella propria organizzazione.
È proprio qui che entra in campo il management.
La letteratura manageriale offre numerosi strumenti per supportare decisioni consapevoli ed evitare investimenti che, se non adeguatamente pianificati, rischiano di trasformarsi in costosi “giocattoli”, senza produrre alcun reale valore aggiunto e indebolendo la solidità economica dello studio.
Tra i contributi più interessanti vi è quello di Alan McCall, che propone un modello decisionale ispirato alla figura del coach sportivo.
Le decisioni più importanti, una ristrutturazione, un investimento tecnologico, una nuova organizzazione del lavoro, un
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