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martedì, 17 Febbraio, 2026

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TORINO, ECCELLENZA AL LINGOTTO: NICOLA SCOTTI RIVELA I SEGRETI DELLA DENTAL SCHOOL, TRA AI E ROBOTICA

Davis Cussotto intervista Nicola Scotti, Dean della Dental School dell’Università di Torino, presso la quale insegna diverse discipline scientifiche, Direttore della Struttura Complessa di Odontoiatria preventiva e restaurativa, facente parte dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute di Torino. 


Davis Cussotto (DV): Nicola è vero che la Dental School di Torino, localizzata in un edificio simbolo per la città dal punto di vista storico e sociale (ex stabilimenti FIAT del Lingotto) è oggi tra le migliori Scuole di Odontoiatria del nostro Paese?

Nicola Scotti (NC): È sicuramente la prima nel ranking dell’anno scorso (2024) tra le Università Italiane per le discipline odontostomatologiche. Con una superficie di 13.000 mq e 71 unità operative cliniche utilizzate per attività didattica e clinico assistenziale, è tra le più grandi in Italia.  Dispone di:

  • un’aula manichini per la didattica preclinica simulata;  
  • un’aula laboratorio per le esercitazioni di modellazione anatomica dentale, simulazione di trattamenti ortodontici, costruzione di protesi;
  • un’aula magna da 144 posti utilizzata anche per eventi culturali esterni all’Università. 

Per quanto riguarda l’assistenza al pubblico, riusciamo ad erogare tutte le possibili prestazioni terapeutiche odontoiatriche per i nostri pazienti.

DV: Puoi dirci qualcosa sui corsi di laurea della Dental School di UNITO? 

NC: Le lauree che eroghiamo sono tre. La laurea magistrale in odontoiatria e protesi dentaria a cui accedono ogni anno 42 studenti. Due posti sono dedicati a studenti extracomunitari con borsa di studio. Durata 6 anni, come Medicina.

Oltre al corso di laurea in Igiene Dentale della durata di tre anni, da quest’anno alla Dental School, unico Ateneo in Italia, abbiamo introdotto la laurea magistrale in scienze delle professioni sanitarie tecniche assistenziali.  Il corso di laurea della durata di due anni è rivolto a chi è in possesso di una laurea triennale, ad esempio in Igiene Dentale, Logopedia, Osteopatia, o di un’altra laurea magistrale. L’obiettivo è formare il personale con competenze nel management di strutture pubbliche o private. L’accesso è a numero chiuso, previo concorso.

DV: Ho avuto l’opportunità di conoscere numerosi tuoi ex allievi: mi riferiscono che sei un docente metodico e rigoroso che riesce a farsi amare dagli studenti. Puoi dirci qualcosa sulla didattica che utilizzate?

NC: La base è la didattica frontale a cui segue il training preclinico fondato sulle tecniche di esercitazioni in aula laboratorio e aula manichini (quello che si definisce come ambiente simulato). Recentemente abbiamo introdotto l’attività su manichini fisici dotati di postazioni con la realtà virtuale aumentata.  L’ambiente ricrea uno scenario clinico su paziente molto realistico grazie all’utilizzo di smart glasses. Questo training lo utilizziamo per esercizi di manualità in restaurativa, endodonzia e preparazione protesica.  Credo che ad oggi siamo l’unica Università in Italia che applichi la realtà virtuale nell’ambito della didattica odontoiatrica.

La fase successiva è il tirocinio clinico sul paziente che rientra nella tradizione della scuola Torinese.  Con la laurea abilitante il tirocinio clinico sarà obbligatorio in tutte le Università a partire dal 2027. La didattica su paziente per noi parte dal quinto anno e occupa tutto il sesto anno. Ogni studente visita e inizia a trattare il paziente sotto la guida dei tutor.

Nell’ambito delle discipline che prevedono l’utilizzo dei tools digitali (restaurativa, protesi, ortodonzia, ora anche neurologia) sono previste delle lezioni su quelli che sono gli scenari digitali utilizzabili. Gli studenti si ritrovano ormai a lavorare nei tirocini clinici con sistematiche cad cam: le impronte sono diventate tutte ottiche e i metodi di fabbricazione di manufatti semplici, come possono essere corone o intarsi, sono quasi tutti realizzati all’interno della Dental School.

Gli studenti si esercitano anche con l’utilizzo dei software supportati da AI (tipo Cerec), per le procedure di Chairside. Nell’istituto abbiamo tre odontotecnici che lavorano con software cad come Exocad o 3Shape.  Agli studenti spieghiamo quali sono le esigenze del tecnico affinché possa svolgere al meglio il suo lavoro.

DV: Dental School è anche un polo avanzato di ricerca scientifica, come si articola?

NC: Come docente universitario sposi due mondi sostanziali: la didattica, da un lato, e la ricerca dall’altro.  Non è certo un caso che lo stemma dell’ateneo sia stampigliato sulla polo sul lato sinistro del petto, quello del cuore. Questo ci ricorda che per insegnare occorre essere al passo con i tempi (up to date) e per essere up to date devi fare ricerca. Sono attività che si implementano reciprocamente, che gli studenti vivono come protagonisti. Le tesi di laurea sono, infatti, quasi tutte sperimentali, con la successiva trasformazione in articoli scientifici. 

Nel 2021 sono stati inaugurati al piano superiore dell’area clinica ospedaliere e didattica, i nuovi laboratori di ricerca, costruiti grazie al finanziamento della Regione Piemonte, della Fondazione San Paolo e Fondazione CRT.

I campi sono la ricerca di base sulla biologia cellulare integrata Odontostomatologica e sui materiali dentali, le indagini ottiche sui materiali di restauro, con aspetti estetici e aspetti meccanici.

DV: Aspettative e progettualità future di Nicola Scotti per la Dental School e per il futuro dell’odontoiatria?

NC: Sono nella Dental School dall’età di 26 anni ed oggi ne ho 45. I propositi sono quelli di continuare a lavorare per rimanere tra le migliori in Italia e, tecnicamente, guardiamo anche ai ranking europei e mondiali per migliorare la nostra posizione. Per questo motivo abbiamo sviluppato partnership di collaborazione con Atenei di tutto il mondo. Per restare al passo con i tempi occorrono fondi per poter rinnovare il parco tecnologico che invecchia rapidamente.  Siamo fortunati, poiché, giuridicamente siamo una CIR Dental School (Centro Interdipartimentale di Ricerca) e questo ci consente di acquisire finanziamenti in modo autonomo attraverso attività didattiche post-laurea.  Per questo abbiamo istituito quindici Master su varie discipline, che erogano attività didattica a colleghi laureati italiani e stranieri e di conseguenza riusciamo ad ottenere fondi che possiamo gestire autonomamente per restare al passo con i tempi.

Il futuro della medicina e della chirurgia va sempre più verso la robotica. Gli interventi di chirurgia toracica urologica minimamente invasivi sono già una realtà. Io non mi stupirò assolutamente se fra dieci anni io non debba più tenere in mano una turbina ma un joystick che guida un braccio robotico assistito da AI e che sarà molto più fermo e più preciso, ahimè, del mio.

DV: Grazie per la disponibilità Nicola e buon lavoro, sempre con uno sguardo al futuro.

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