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OLTRE LA TERAPIA: QUALITA’, RESPONSABILITA’ E FUTURO DELL’ODONTOIATRIA

Andrea Tuzio intervista la Dott.ssa Arianna Patriarca, Odontoiatra libero professionista, Consigliere della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma e provincia, nonché Tesoriere dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) della sezione provinciale di Roma.

Andrea Tuzio: Dottoressa Patriarca, partiamo da lei: chi è Arianna Patriarca e qual è la sua storia professionale?

Arianna Patriarca: Il mio percorso è stato, ed è ancora oggi, una costruzione continua: sono figlia d’arte, mio padre era un medico odontoiatra di vecchia generazione (laureato in Medicina) che aveva uno studio nella città di Avezzano in provincia de L’Aquila, in Abruzzo. Io, invece, ho deciso di iniziare la mia attività qui a Roma con uno studio monoprofessionale e, nel tempo, l’ho trasformato in un poliambulatorio. Nel mezzo ci sono stati impegno, tanta passione, sacrifici, scelte e una crescita costante, non solo professionale ma anche personale. Oggi porto avanti con la stessa passione l’attività clinica, che resta il cuore del mio lavoro, ma anche la gestione della mia struttura. C’è poi anche una dimensione personale, che considero parte integrante di questo percorso: sono madre di due figli, uno medico e l’altra quasi-odontoiatra: vederli realizzati nel loro cammino professionale è per me una gioia profonda e dà ancora più valore a ciò che ho costruito.  A questo si affianca, infine, il mio impegno istituzionale come consigliere della CAO Roma e, da poche settimane, come Tesoriere dell’ANDI Roma. Sono incarichi che vivo con grande senso di responsabilità, perché mi permettono di contribuire attivamente alla tutela, alla rappresentanza e alla valorizzazione della mia professione.

Andrea Tuzio: Su quali progetti state lavorando attualmente in CAO Roma?

Arianna Patriarca: Come Commissione Albo Odontoiatri siamo particolarmente orgogliosi di sostenere il progetto “Aggiungi un sorriso a tavola”, organizzato in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, perché rappresenta in modo molto concreto cosa significhi oggi parlare di “terza missione”. Il progetto nasce da un presupposto tanto semplice quanto spesso sottovalutato: la cura non coincide esclusivamente con il trattamento della malattia. Nei pazienti oncologici, traumatizzati o affetti da malformazioni del distretto testa-collo, la perdita della funzione orale non è solo un problema clinico, ma incide profondamente sull’identità, sulle relazioni sociali, sulla possibilità di condividere un pasto, un momento di normalità. Il progetto “Aggiungi un sorriso a tavola” consente di offrire a questi pazienti un percorso clinico-assistenziale integrato, multidisciplinare e umanizzato. L’obiettivo è duplice: da un lato, la riabilitazione della funzione orale; dall’altro, il miglioramento della qualità della vita, attraverso l’educazione alimentare e il supporto psicologico, valorizzando il ruolo sociale della condivisione del cibo. Come Ordine professionale, e desidero in questa sede ringraziare il collega della CAO Giovanni Migliano, sentiamo il dovere di essere vicini a queste realtà, perché il nostro ruolo non è solo quello

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