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martedì, 10 Marzo, 2026

La rivista per Aziende e Professionisti della Sanità privata

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LE RISPOSTE AI NOSTRI LETTORI

Ci scrive un nostro lettore, Francesco da Biella: “Sono titolare del 100% delle quote di una STP S.r.l. che svolge attività odontoiatrica. Mio figlio, appena abilitato, ha aperto partita IVA in regime forfettario. Se entra in società come socio, perde il regime forfettario?”

Caro Francesco,

La questione non può essere affrontata in modo automatico: si tratta di un tema estremamente delicato, la cui risposta richiede un’analisi articolata.

La norma di riferimento è l’art. 1, comma 57, lett. d), della Legge 190/2014: non possono accedere o permanere nel regime forfettario i contribuenti che controllano direttamente o indirettamente una Srl che esercita attività riconducibili a quella svolta dal professionista.

Nel caso prospettato:

  • la Srl svolge attività odontoiatrica;
  • il figlio svolgerebbe la stessa attività in forma individuale;
  • il padre detiene il 100% delle quote.

Il primo nodo è: il figlio controlla la Srl?

Se il figlio acquisisce una quota non di controllo (ad esempio 10%, 20%, 30%) e:

  • non ha poteri di influenza dominante,
  • non è amministratore unico,
  • non vi sono particolari patti parasociali,

in linea teorica non si configura controllo diretto ai sensi dell’art. 2359 c.c.

Tuttavia, la giurisprudenza amministrativa e la prassi dell’Agenzia delle Entrate hanno ampliato il concetto di controllo includendo il cosiddetto controllo di fatto, anche fondato su rapporti economici prevalenti. 

E qui entra in gioco il secondo elemento: i flussi

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