Lo spunto per l’editoriale di oggi viene da una lettera di Caterina (66 anni) e Tommaso (32 anni), madre e figlio, entrambi odontoiatri titolari di una STP avviata, con sede in una città di 11.000 abitanti nel centro Italia. Lo studio dispone di quattro unità operative e si avvale di tre ASO, una segretaria e tre collaboratori, tra odontoiatri e igienisti dentali. Tommaso vorrebbe ampliare lo studio acquistando un locale commerciale contiguo e inserire nel team un collaboratore per la medicina estetica e uno spazio con stampante 3D per il chairside. Caterina non è pregiudizialmente contraria ai cambiamenti ma ritiene che il Tempo non sia ancora maturo per queste innovazioni e suggerisce di attendere e vagliare anche altre possibilità. A suo avviso, la velocità delle decisioni deve inoltre essere coerente con la capacità economico-finanziaria dello studio di sostenere gli investimenti e con i tempi necessari per recuperarli.
La “strategia” è il ponte che unisce gli obiettivi con le risorse a disposizione per realizzarli: organizza le risorse umane, fisiche e informative dell’impresa e le guida verso la vision aziendale. Il “tempo” invece, è una dimensione fisica in cui viviamo la nostra esperienza ed è indispensabile per il successo operativo. La “leadership” detta il ritmo, ossia la frequenza temporale delle azioni, segna il passo del gruppo di lavoro, esattamente come in una composizione musicale.
Il senso del tempo misurabile, astratto e quantificabile è nato tra Firenze e le Fiandre a cavallo tra il XIII e il XIV secolo. Prima di allora, l’umanità viveva nel “Tempo della natura” solare, stagionale e nel “Tempo della Chiesa”, scandito dalle campane e dalle preghiere. L’invenzione dell’orologio meccanico a partire dal 1280 stravolge questa percezione: per la prima volta le ore diventano tutte uguali, indipendentemente dall’estate o dall’inverno. Il tempo diventa “Tempo del mercante”, un bene misurabile come dimensione delle nascenti attività imprenditoriali.
Basandosi sull’osservazione diretta di centinaia di CEO appartenenti a molteplici settori ed epoche, Nitin Nohria nel saggio The CEO: The Role, the Reality, the Responsibility, descrive “la velocità di azione nel tempo” non come un valore assoluto o universale ma come una scelta strategica vincolata al contesto. Ogni ritmo possiede una propria logica interna, un proprio motto guida, specifici vantaggi competitivi e una caratteristica “modalità di fallimento” (failure mode) che si manifesta quando la leadership applica il tempo sbagliato alla situazione sbagliata.
Nohria evidenzia tre modalità di gestione del tempo in una azienda:
1. Move fast and break things: “Muoviti velocemente e rompi le cose”.
È la filosofia operativa del tempo di Mark Zuckerberg, che ha utilizzato per costruire il suo impero Facebook/Meta. Gli errori non vengono sanzionati o evitati, ma sono considerati come il costo inevitabile e necessario per crescere rapidamente. Funziona bene quando i gusti e le esigenze dei clienti cambiano con estrema rapidità, esiste un chiaro vantaggio per la prima mossa (first-mover advantage). Il punto di rottura
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