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“LA DIAGNOSI GESTIONALE. I NUMERI CHE FANNO LA DIFFERENZA”, DI GIANPIERO GAGLIASSO

Negli ultimi tre decenni, la professione odontoiatrica ha attraversato una metamorfosi senza precedenti. Chi, come me, ha iniziato la propria attività di odontoiatra e titolare di studio negli anni ’90 del secolo scorso, ricorderà perfettamente una realtà professionale dominata in maniera quasi esclusiva dalla dimensione clinica. All’epoca, il bagaglio culturale richiesto per aprire e condurre con successo un ambulatorio era quasi interamente concentrato sulle competenze medico-chirurgiche, sulle tecniche operative, sulla qualità dei materiali e sull’empatia individuale con il paziente.

Il contesto di mercato, caratterizzato da una domanda elevata e costante e da una concorrenza decisamente più contenuta rispetto a quella attuale, permetteva di ottenere risultati economici decorosi ed elevati livelli di saturazione delle agende facendo perno unicamente sulla reputazione clinica e sul passaparola spontaneo. La gestione amministrativa e finanziaria veniva spesso delegata in modo passivo al commercialista di fiducia a fine anno, mentre l’organizzazione interna era guidata principalmente dall’intuito, dall’esperienza personale e da una serie di consuetudini operative mai messe davvero in discussione.

Oggi quel modello non è semplicemente superato: è diventato un fattore di rischio sistemico per la sopravvivenza stessa della struttura odontoiatrica. Il settore sanitario privato e odontoiatrico si trova ad affrontare uno scenario altamente competitivo, dinamico e complesso. La crescita costante dei costi fissi e di struttura, la pressione fiscale, la regolamentazione normativa sempre più stringente, l’ingresso nel mercato di grandi catene commerciali e società tra professionisti, unitamente a un paziente sempre più informato, esigente e attento al proprio budget, hanno ridotto drasticamente i margini di errore.

In questo nuovo ecosistema, la sola eccellenza clinica, pur rimanendo il prerequisito etico e professionale indispensabile di ogni atto medico, non è più sufficiente a garantire la sostenibilità e lo sviluppo dello studio a lungo termine. Fare “impresa odontoiatrica” oggi significa essere in grado di soddisfare con efficacia ed efficienza i bisogni di salute e benessere dei pazienti, operando all’interno di un perimetro finanziario controllato, ottimizzando le risorse umane e strumentali e adottando metodologie di pianificazione strategica avanzate.

È precisamente in questo solco formativo e culturale che si inserisce nel saggio di Gianpiero Gagliasso, intitolato “La diagnosi gestionale. I numeri che fanno la differenza”. Come Direttore di Sigma Review e come professionista che vive quotidianamente le dinamiche di uno studio odontoiatrico, accolgo questo volume non soltanto come un manuale tecnico d’eccellenza, ma come un importante tassello per la crescita culturale dell’odontoiatra moderno

Per comprendere appieno la portata e il valore pragmatico del saggio, è necessario analizzare la figura dell’autore. Gianpiero Gagliasso non è un teorico dell’economia aziendale accademica che tenta di adattare modelli astratti al mondo sanitario, né uno specialista di marketing generico. Egli è, a tutti gli effetti, un consulente manageriale di spicco specializzato nel controllo di gestione per il settore sanitario, con un focus verticale e consolidato sugli studi dentistici e i poliambulatori.

Il suo percorso professionale nasce sul campo e si snoda attraverso anni di esperienza diretta nella riorganizzazione aziendale, nella progettazione di strutture sanitarie, nella formazione del personale e nello sviluppo

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