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QUANDO ARRIVA LA ASL IN UNO STUDIO DI MEDICINA ESTETICA: COME PREPARARSI CORRETTAMENTE A UN SOPRALLUOGO.

Il titolare di uno studio di medicina estetica nella città di Milano, medico chirurgo da anni attivo nell’ambito dei trattamenti laser per il ringiovanimento cutaneo, aveva recentemente ampliato l’offerta clinica introducendo apparecchiature laser di classe 4.

A seguito dell’introduzione di nuove prestazioni, regolarmente comunicata all’ATS competente per territorio, lo studio è stato contattato per un sopralluogo in loco da parte degli ispettori del Dipartimento di Prevenzione della ASL, con particolare riferimento al Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.Pre.S.A.L.).

In qualità di consulente in materia di sicurezza sul lavoro e normativa sanitaria, sono stato coinvolto per fornire supporto tecnico-normativo allo studio in occasione del sopralluogo ASL.

Ricevere un controllo ispettivo non è mai un’esperienza piacevole e, nella pratica, rappresenta uno dei momenti che genera maggiore tensione all’interno di uno studio professionale. L’ingresso degli ispettori ASL, incaricati di verificare il rispetto dei requisiti autorizzativi e degli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro, mette spesso sotto pressione sia il titolare sia tutto il personale.

In questo caso specifico, però, la differenza è stata determinata dal lavoro preparatorio svolto nei mesi precedenti. Lo studio disponeva di un “fascicolo ispezione” strutturato, chiaro e completo, immediatamente disponibile e da consegnare agli ispettori nel giro di pochi minuti. Un elemento semplice, ma decisivo, che ha consentito di affrontare il sopralluogo con maggiore tranquillità e consapevolezza.

All’interno del fascicolo ispezione erano raccolti, in modo organico e immediatamente consultabile, tutti i principali documenti richiesti in sede di verifica, tra cui:

  1. SCIA presentata per l’inizio dell’attività
  2. Autorizzazione sanitaria rilasciata dall’ATS competente
  3. Planimetria generale dello studio aggiornata e conforme allo stato di fatto
  4. Elenco completo delle apparecchiature installate
  5. Certificazioni di conformità CE
  6. Ultime verifiche periodiche effettuate ai sensi del D.Lgs. 81/08 e delle norme tecniche applicabili
  7. Certificati di conformità degli impianti, con specifico riferimento all’impianto elettrico
  8. Documentazione dell’ultima verifica biennale dell’impianto di messa a terra, obbligatoria ai sensi del D.P.R. 462/2001
  9. Progetto dell’impianto elettrico dei locali di trattamento, comprensivo delle specifiche dei sistemi di sicurezza dedicati alle apparecchiature laser di classe 3B e 4, redatto in conformità alla norma CEI EN 60825-1, con dettagliati i dispositivi di sicurezza, inclusi i sistemi di blocco remoto e gli interlock
  10. Contratto per lo smaltimento dei rifiuti sanitari speciali
  11. Formulari di Identificazione dei Rifiuti (FIR) correttamente compilati, archiviati in ordine cronologico
  12. Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
  13. Nomina del RSPP
  14. Nomina del Medico Competente
  15. Nomina del RLS
  16. Nomina degli Addetti alle emergenze
  17. Nomina dell’Addetto alla Sicurezza Laser
  18. Valutazione del rischio specifico LASER redatta secondo la norma CEI EN 60825-1
  19. Documentazione attestante la formazione specifica in materia di sicurezza LASER
  20. Attestati di formazione generale e specifica dei lavoratori
  21. Giudizi di idoneità alla mansione rilasciati dal Medico Competente per il personale esposto al rischio

Infine, era stata correttamente predisposta la segnaletica di avvertimento LASER, sia all’esterno sia all’interno dei locali dedicati ai trattamenti.

Un capitolo particolarmente rilevante riguardava la gestione delle emergenze:

  • Elenco aggiornato dei farmaci per l’emergenza
  • Presenza e corretta dotazione del kit

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